C’è bisogno di tornare a pensare il lavoro. Il rapporto tra il tempo di lavoro e quello di non lavoro. Il rapporto tra l’uomo e le macchine. C’è bisogno di un cambiamento di cultura, di approccio, di mentalità. Ad esempio dando valore al futuro, al lavoro, al rispetto, al merito. Dare valore al futuro per disporre di quella confortevole stabilità data dal riconoscersi con altri sul lungo termine, dal poter contare su quella risorsa, preziosa per ciascuno di noi, che è l’avere un’identità.
Dare valore al lavoro non solo nei confini dei beni materiali come il salario, l’inquadramento, l’orario o dei beni morali come la dignità, la stima di sé, il prestigio, la considerazione sociale.
Dare valore al lavoro come bisogno in sé, come strumento fondamentale attraverso il quale le persone organizzano, danno senso e significato alle loro vite, soddisfano le loro aspettative di futuro, costruiscono gli orizzonti nei quali coltivare l’autonomia sul piano individuale e su quello sociale.
Dare valore del rispetto, perché ogni essere umano possiede una «motivazione alla riuscita», la spinta a fare bene qualcosa. Occorre dunque sviluppare la professionalità che produce rispetto di sé; l’indipendenza che è strettamente associata alla crescita personale, allo sviluppo delle proprie abilità e competenze, alla cura di sé, alla capacità di dare agli altri.
Dare valore del merito per ridurre le disuguaglianze che trovano la loro origine nell’organizzazione sociale. Si tratta di un compito difficile, in particolar modo nella società italiana, laddove «i due valori essenziali del merito, responsabilizzazione degli individui sulle proprie azioni e pari opportunità, sono da noi sostituiti da valori di solidarietà acritica e permissività lassista». Esserne consapevoli non vuol dire però rinunciare alla possibilità, al compito, all’urgenza di dare valore al merito, di organizzare il talento, di qualificare il sistema educativo, di individuare azioni e strategie utili a garantire concretamente a ciascuno eguali opportunità nell’espressione e nella valorizzazione del proprio talento per tutto l’arco della vita.
Fonte: Nova 100 – Il sole 24 ore.com – di Vincenzo Moretti










