Comunicare green

Comunicare green

Friulimmagine ha fatto dell’informazione ecocompatibile un business, ma vuole anche far capire ad enti pubblici e privati l’importanza di impegnarsi in progetti ad impatto zero.

Il business può, o meglio, deve essere anche eco. Eco-compatibile. Eco-sostenibile. Eco-spendibile. In una parola etico. In un tempo di crisi generalizzata del vecchio concetto di fare ed essere azienda, di fare e proporre comunicazione, di consumare l’informazione, i riflettori vengono puntati sui rari casi di chi, andando contro le leggi del mercato consolidato, promuove una comunicazione fondata sui valori. Certo, il guadagno dev’esserci, ma dipende dal processo che si è attuato per raggiungerlo. In Friuli Venezia Giulia, fino ad oggi, spicca una sola azienda di comunicazione integrata specializzata nel concetto di comunicazione sostenibile, nell’eco-communication. Un’utopia? No, un modo di immaginare una società migliore, probabilmente per questo ha scelto di chiamarsi Friulimmagine, quasi un anelito di speranza nel volere, un giorno, dire di aver contribuito a instaurare processi etici nella scala comunicativa che sorregge enti pubblici e privati. Se non comunichi, non esisti, si dice. Ma come si comunica? In un certo senso l’ingrediente ‘green’, intendendo con questo termine l’ampia gamma di eticità, è la svolta di un’economia che vuole impegnarsi sotto il profilo socioresponsabile.
Un granello nella sabbia: Friulimmagine - associata a Confindustria Udine nel gruppo Terziario avanzato, sezione marketing e comunicazione – si posiziona come la prima e unica agenzia di comunicazione a Impatto Zero in Friuli Venezia Giulia e per il secondo anno conferma l’adesione al progetto di Lifegate, il primo a livello italiano che concretizza il Protocollo di Kyoto. Friulimmagine ha scelto di ridurre e compensare il suo impatto ambientale con la creazione e tutela di 11.700 kg di CO2 annui prodotti con 5.620 mq di nuove foreste in Costa Rica.

In concreto significa, come ci spiega la fondatrice e titolare Enrica Gallo che incontriamo nella nuova sede al Città Fiera (Martignacco), calcolare l’impatto che l’azienda ha e destinare una somma per la riforestazione o la cura del verde. La vera battaglia è quella di estendere la filosofia dell’impatto zero alle pubbliche amministrazioni che, da quanto emerge dai dati, non sono ancora particolarmente permeabili a discorsi ‘green’ e pro habitat, argomenti da non confondersi con le lotte di no-global o degli ambientalisti tout court – tiene a precisare la Gallo (“Non siamo per carità noglobal!”) – sorretti da uno spirito contestativo, ben poco costruttivo e propositivo.

L’operazione che Friulimmagine sta portando avanti è quella di far capire ad enti pubblici e privati l’importanza di impegnarsi in iniziative a impatto zero, associandosi al concept di LifeGate, in modo da certificare le attività. “Manca questa mentalità”, ammette la Gallo, che si è occupata della Commissione regionale sull’etica d’impresa del gruppo Giovani di Confindustria di cui è stata co fondatrice ed è membra del comitato di redazione della rivista nazionale “Quale impresa” e, grazie a questo ruolo, è consigliera aggiunta regionale del Friuli Venezia Giulia. Nel 2002 è iniziata la storia della sua agenzia che, fino a pochi mesi fa, aveva sede a Manzano. Non ci si può improvvisare nell’elaborazione di progetti di ecosostenibilità: “Devono essere ideati da agenzie che hanno sposato questa vision come marketing aziendale”, precisa la fondatrice che annuncia il lancio del primo web magazine di stampo ‘eco’. La testata è già registrata. Ma il nome è ancora top secret. In autunno si potrà sfogliare on line, per i primi sei-otto mesi, poi tenterà la strada cartacea.
Una storia, un solo leitmotiv che l’ha fatta nascere e crescere: “Il messaggio green – confessa la Gallo – vede la luce grazie ad una sensibilità personale nei confronti dell’etica a 360 gradi”. Creare soluzioni di immagine che comunichino non solo prodotti e servizi, ma anche valori e intenzioni è la convinzione alla base di questa decisione di veicolazione di contenuti, prodotto e visibilità aziendale.

Uno degli slogan cari alla titolare suona così: “Non faccio etica per fare profitto, ma faccio profitto perchè faccio etica”. L’azienda etica è un’azienda sana, un’azienda sana è un’azienda che produce profitti. La credibilità si conquista col tempo attraverso intenzioni e azioni. La Csr o Responsabilità Sociale d’Impresa rappresenta, ad esempio, quell’attenzione che aziende, organizzazioni e istituzioni prestano ad alcuni aspetti sociali e ambientali nelle proprie operazioni quotidiane. Attenzione che genera valore aggiunto se concretizzata in modo consapevole. Con notevoli vantaggi per la reputazione. Ma quando il profitto è etico? Posto che il profitto, o meglio, l’utile aziendale, rappresenta la remunerazione del lavoro svolto dall’imprenditore, del capitale investito e del rischio d’impresa, il ‘giusto profitto’ potrebbe risultare dal calcolo algebrico di un totale che remuneri equamente questi fattori. Esiste un indice aziendale, l’E.v.a ovvero Economic Value Added, che misura qual è il valore creato dall’azienda e in un passaggio intermedio del calcolo si indica quale dovrebbe essere il giusto utile in riferimento ai capitali investiti, alla rischiosità del settore e al lavoro svolto dall’imprenditore.

Anche il contenuto etico esige un contenitore all’altezza. Non è un caso che Friulimmagine, per il lancio dei suo nuovi uffici a Martignacco, abbia ideato un evento-spettacolo inserito nell’applicazione di un marketing sostenibile: l’ecojeans come strumento per celebrare una filosofia; l’eleganza si ottiene quando una cosa corrisponde al suo concetto.

Questo il biglietto scelto da Friulimmagine: ecojeans come gadget per promuovere la sua speciale vision. Un set fotografico, un video promozionale e dieci modelli per trasmettere l’idea di un business sostenibile: attraverso l’evento creato in occasione nell’inaugurazione dei nuovi uffici, l’agenzia ha voluto mostrare un modo innovativo di proporsi e di presentare i propri servizi, dando prova delle proprie competenze professionali. Protagonisti in passerella sono stati i jeans total green di LifeGate, che hanno fatto il loro primo ingresso in Friuli Venezia Giulia. I LifeGate Ecojeans, acquistabili solo su internet al prezzo più che contenuto di 38 euro, sono concepiti a misura d’uomo e d’ambiente, tutti in cotone e prodotti in Italia, proprio come i progetti che propone l’agenzia: naturali e certificati. Ecco a voi la bio-comunicazione: vive e vivifica.

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